Marketing emozionale, la mia prima volta

Tanto tempo fa, avevo bisogno necessariamente di un libro, mi serviva per un esame. Ti parlo degli ultimi anni dello scorso millennio. Internet andava lentissimo, ve lo ricordate il modem 56K? E poi avevo un Intel i386 come computer, dal momento in cui l’accendevi a quando compariva il prompt dei comandi, avevi il tempo di fare una doccia, pranzare e litigare con la vicina ficcanaso. Forse, non si potevano neanche ordinare i libri su internet, negli anni novanta.

Girai tutte le librerie di Catanzaro, ma non lo trovai. In realtà, me ne mancava ancora una. Era molto distante da casa mia, e io in quel tempo giravo a piedi. Ero universitario e non mi potevo permettere la macchina.

Vero, c’erano gli autobus, ma era una tragedia prenderli. A parte il fatto che mi infastidiva aspettare per ore, non erano mai puntuali, saltavano le corse, e poi nel traffico avrei perso un’intera giornata.

Fatto sta che decisi di andarci a piedi. La mia unica consolazione erano le pasteccerie e i bar che avrei trovato lungo il tragitto, mi motivavano. Anche ora, lo ammetto. Se devo andare da qualche parte e so che lungo la strada c’è un’ottima pasticceria, sono più carico e più allegro.

Dopo svariati bar, pasticcerie e yogurterie, arrivai a questa benedetta libreria, che tutti dicevano essere molto rinomata e fornita.

In effetti lo era. Un salone immenso, con scaffali in legno, ambiente molto ordinato, con un buon odore. La cosa che mi colpì subito era la mancanza di un registratore di cassa in vista. Era gestita da un signore sui sessant’anni, di bello aspetto, con uno sguardo luccicante e vivace.

Appena mi vide sorrise e mi disse di accomodarmi. Mi chiese se volevo un caffè, che stava per uscire. Si’, aveva pure un piano bar. Accettai volentieri. E fu l’occasione per discutere un po’. Gli parlai del libro che stavo cercando, mi disse subito di averne diverse copie e che lo conosceva bene. Era un fuoriclasse, sapeva fare bene il suo mestiere. Me ne consigliò altri, che io acquistai. Il suo tono di voce era pacato, ma molto deciso. Quando parlava dei “suoi libri” riusciva a trasmetterti la passione per la lettura. Con il racconto era capace di farti vivere un’esperienza memorabile, aveva l’abilità di remare tra le tue sensazione e tuoi ricordi.

Queste esperienze formano un legame personale e intenso tra l’azienda e il cliente, al punto che quest’ultimo ne diventa un potenziale brand ambassador, cioè colui che si fa addirittura promoter del tuo brand. Proprio quello che successe a me. Oltre che diventare un frequentatore assiduo di quella libreria, la consigliai a tutti i miei amici.

Il signore era molto abile con il marketing emozionale, con il senno di poi glielo devo riconoscere.

Ah,  il marketing emozionale è una tecnica di comunicazione che mira ad intercettare le corde dei sentimenti del pubblico associando il brand a sensazioni e ricordi piacevoli, che rimarranno intensi e brillanti anche quando la comunicazione sarà finita…. Ecco!

Alla prossima!


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Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

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