Howard Schultz… chi è?

Se al nome e al cognome aggiungessi ‘fondatore di Starbucks‘ suonerebbe decisamente più familiare, no?

Howard Schultz è l’imprenditore che ne ha reso famoso il marchio in tutto il mondo.

E’ considerato un self made man, ossia un uomo che, nonostante le sue umilissime origini, è riuscito a conquistare il successo nel campo dell’imprenditoria a livello mondiale.

Il papà, autista di camion senza assicurazione sanitaria, in seguito ad un infortunio, rimase senza reddito. Il nostro caro Howard, per sopravvivere, fa diversi lavori, tra cui quello di barista. Riesce a fuggire dalle case popolari, dove vive, grazie all’amore per il football e ad una borsa di studio, ottenuta per meriti sportivi.

In seguito, lavora per la Xerox, dove diventa un esperto venditore. Accetta, poi, di lavorare per una società svedese, la Hammarplast, dove diventerà vice presidente e general manager, alla guida del team dei venditori.

La svolta avviene quando sulla strada della sua fortunata carriera incrocia la Starbucks Coffee Company, piccola catena dedita alla preparazione del caffè, con all’attivo 60 punti vendita.

Intanto, Schultz fa un viaggio a Milano e nota il rapporto personale tra i baristi della città e i propri clienti.

Ne resta folgorato, tanto che vuole replicare quel format anche nella Starbucks. Prova a convincere i fondatori di trasformare la torrefazione in una caffetteria di ispirazione italiana, ma i proprietari si oppongono.

Lui non demorde, decide di perseguire l’idea in proprio, con l’insegna “Il Giornale”; ha bisogno di 1,6 milioni di dollari per far decollare la sua formula. Inizia così a raccogliere fondi.

A tal proposito, ebbe a dire:

Ho parlato con 242 persone e 217 mi hanno detto di no. È veramente sconfortante sentirsi dire così tante volte che la propria idea è qualcosa in cui non vale la pena di investire.

Dopo soli due anni di attività, il Giornale acquisisce le caffetterie Starbucks per 3,8 milioni di dollari e Schultz ne diventa amministratore.

Cinque anni più tardi, con una catena di 165 caffetterie, Starbucks sbarca a Wall Street e chiude l’anno con un giro d’affari da 93 milioni di dollari.

Il motivo del successo? Howard era riuscito a far percepire la Starbucks dai suoi clienti come un luogo di completo relax e di evasione.

Non vendiamo caffè, ma esperienze meravigliose.

Con Howard Schultz, la Starbucks, di cui ne divenne AD, passa da 60 a 16.000 punti vendita in tutto il mondo.

Il successo non è un diritto. Deve essere conquistato ogni giorno.


Scopri di più da Marketing di Carta

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

Lascia un commento