“Immagina un capitano sulla sua nave nel momento in cui deve dar battaglia; forse egli potrà dire: bisogna fare questo o quello; ma, se non è un capitano mediocre, nello stesso tempo si renderà conto che la nave, mentre egli non ha ancora deciso, avanza con la solita velocità. Così anche l’uomo, se dimentica di calcolare questa velocità, alla fine giunge un momento in cui non ha più la libertà della scelta, non perché ha scelto, ma perché non l’ha fatto.“
Leggendo questo pensiero del talentuoso filosofo e teologo danese, Søren Kierkegaard, ho pensato di fare un gioco: trovare dei parallelismi tra il racconto di Kiergegaard e l’attività impreditoriale.
Eccone alcuni.
Come il capitano sulla sua nave, in azienda è cruciale prendere decisioni rapide per sfruttare le opportunità, ma le decisioni rapidi le prendi se sei riuscito a creare un sistema, nel senso che i vari settori cooperano in maniera sinergica. Per fare un esempio, se la contabilità non mi fornisce i numeri, io non posso fare campagne di marketing efficaci.
Così come il capitano può perdere la libertà di scelta se non considera la velocità della nave, allo stesso modo le aziende potrebbero perdere vantaggi competitivi se non agiscono in tempo. E perderli in modo definitivo. I tempi corrono e tutto diventa mutevole. Per cogliere i “segni dei tempi” e sapere quando agire, è necessario fare marketing, ma non un marketing qualsiasi, che magari si basa su visibilità, cuoricini e like, bensì quel marketing capace di farti diventare rilevante per una nicchia specifica di persone, a cui risolvi con le tue soluzioni dei problemi. Per questo motivo i tuoi clienti ti adoreranno e diventeranno dei fan ben disposti a parlare bene di te al mondo intero. Deve essere chiara una cosa: se fai marketing come tutti gli altri, i tuoi clienti penseranno che sei come tutti gli altri, cioè banale, noioso e mediocre. Se invece non fai marketing, sei invisibile. Mediocrità e invisibilità sono la prima causa di fallimento delle aziende.
Sia il capitano che gli imprenditori devono, poi, fare scelte strategiche basate sulla situazione attuale e sulle mutevoli circostanze. Per fare un esempio, un medico laureatosi 30 anni fa, ma che non si è mai aggiornato, più che una ricchezza è un peso per la società, nonostante il suo titolo altisonante di “dottore”. I tempi sono cambiati, una volta si operava con il bisturi, oggi con il laser. Questo per dire che le scelte strategiche le fai se sei preparato, competente, aggiornato, se sei disposto a studiare, nonostante l’età, nonostante il poco tempo che hai a disposizione, nonostante tutto.
E per dirla ancora una volta con Kierkegaard, “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio. Non osare è perdersi.”
È meglio perdere momentaneamente l’equilibrio piuttosto che non osare, non fare il passo.
Purtroppo, quando ti lasci alle spalle solo sogni, diventi l’ombra della persona che non sei mai diventata.
Alla prossima!
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