Intervista a me stesso: un breve viaggio nel favoloso mondo dell’intelligenza artificiale generativa.

Intervista a me stesso” è una rubrica del mio blog, giunta alla seconda puntata. La prima puntata la trovi qui.

In cosa consiste questa rubrica? Io intervisto me stesso su argomenti che mi stanno più a cuore e a cui dedico la maggior parte del mio tempo: Il marketing strategico, il copywriting e gli strumenti tecnologici.

Ma non è tutto: desidero anche coinvolgervi attivamente. Se avete domande, curiosità o argomenti che vorreste vedere trattati nelle prossime interviste, non esitate a farmelo sapere. 🤔🙂

Il tema di oggi:

“Un breve viaggio nel favoloso mondo dell’intelligenza artificiale generativa.”

E’ appena arrivato il nostro ospite (cioè sempre io).

Iniziamo subito con l’intervista.🙂

Che cos’è l’intelligenza artificiale generativa?

Risposta. L’intelligenza artificiale generativa è un tipo speciale di AI che non si limita a prendere decisioni o a riconoscere modelli, ma crea qualcosa di completamente nuovo. È come un artista che dipinge un quadro o un compositore che scrive una sinfonia; solo che invece di pennelli o note musicali, usa dati e algoritmi.

Scusa, l’intelligenza artificiale può prendere decisioni?

Risposta. Sì, l’intelligenza artificiale può prendere decisioni. Quando dico che l’AI prende decisioni, intendo che può scegliere tra diverse opzioni basandosi su ciò che ha imparato dai dati. Ad esempio, un’AI che gioca a scacchi decide quale mossa fare analizzando la posizione dei pezzi sulla scacchiera e prevedendo le mosse dell’avversario.

In che modo le reti neurali contribuiscono all’intelligenza artificiale generativa?

Risposta. Le reti neurali di un’AI sono composte da strati di “neuroni” artificiali che lavorano insieme per imparare dai dati. Ogni neurone è come un piccolo detective che cerca indizi. Quando tutti i neuroni lavorano insieme, possono trovare modelli nei dati che gli uomini difficilmente potrebbero vedere. Questi modelli aiutano l’IA a creare cose nuove, come una melodia mai sentita prima o un’immagine di un animale fantastico. Le reti neurali sono fondamentali perché permettono all’AI di “pensare” in modo più umano, anche se in realtà stanno solo seguendo istruzioni matematiche molto complesse.

Cosa intendi per modelli? Tu parli di trovare modelli nei dati che nemmeno gli umani potranno vedere…

Risposta. Con “modelli” intendo schemi o tendenze che l’AI può rilevare nei dati. Ad esempio, se guardiamo molte foto di gatti, iniziamo a notare caratteristiche comuni come baffi, orecchie a punta e occhi grandi. Questi sono modelli visivi. L’AI fa qualcosa di simile, ma su una scala molto più ampia e dettagliata. Può analizzare milioni di immagini e riconoscere modelli che sono troppo complessi o sottili perché un essere umano li noti. Questi modelli possono includere variazioni molto piccole nei colori, nelle forme o nelle texture che noi potremmo non riconoscere immediatamente. L’AI usa questi modelli per generare nuove immagini che mantengono le stesse caratteristiche generali, ma sono uniche nel loro genere.

Questi modelli di cui parli possono essere paragonate alle idee platoniche?

Risposta. È un paragone interessante! Le idee platoniche, o forme, sono concetti filosofici che rappresentano l’essenza perfetta e immutabile di tutte le cose. Secondo Platone, queste forme sono realtà universali e eterne che esistono al di fuori del mondo fisico e sono più reali delle cose che possiamo toccare e vedere.

I modelli rilevati dalle reti neurali nell’intelligenza artificiale generativa possono essere visti come una versione moderna di queste idee platoniche. L’AI cerca di catturare l’essenza di ciò che rende, per esempio, un gatto un gatto, analizzando migliaia di immagini di gatti. Questa “essenza” è il modello che poi usa per generare nuove immagini di gatti. Tuttavia, a differenza delle forme platoniche, i modelli dell’AI non sono perfetti o immutabili; sono approssimazioni basate sui dati disponibili e possono cambiare man mano che l’AI apprende da nuovi dati.

Si dice che l’intelligenza artificiale generativa compone le frasi, non perchè sta ragionando, ma per un calcolo probabilistico…

Risposta. È vero, l’intelligenza artificiale generativa compone frasi basandosi su calcoli probabilistici piuttosto che su un vero e proprio ragionamento, come lo intendiamo noi umani. Questo significa che l’AI usa la matematica per prevedere quale parola o frase ha più probabilità di seguire una data sequenza di parole, basandosi su enormi quantità di testo che ha analizzato in precedenza.

Per spiegarlo in termini semplici, immagina di avere un mazzo di carte con scritte tutte le parole possibili. Se l’AI deve completare la frase “Il gatto è sul…”, guarderà le carte che ha “visto” più spesso dopo la parola “sul” nei testi che ha studiato. Se “tetto” è la carta che è comparsa più spesso, allora l’AI sceglierà “tetto” come la parola successiva più probabile.

Questo processo si basa su ciò che si chiama “modello di linguaggio”, che è essenzialmente un sistema che calcola le probabilità delle parole. Non è che l’AI “pensa” o “capisce” il significato come faremmo noi; segue piuttosto un processo statistico per generare testo che suoni naturale.

Quali sono le applicazioni più comuni dell’intelligenza artificiale generativa e come possono influenzare il futuro?

Risposta. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale generativa sono davvero tante e varie. Infatti, può generare articoli, poesie, storie e persino musica. Può creare immagini, design di moda e persino architettura, offrendo nuove prospettive e possibilità creative. Può creare livelli di giochi, trame e personaggi. Può generare materiale didattico personalizzato per studenti, adattandosi al loro stile di apprendimento e aiutandoli a studiare in modo più efficace. Può aiutare a scoprire nuovi farmaci analizzando e combinando dati in modi che gli scienziati potrebbero non considerare.

In futuro, potrebbe influenzare il modo in cui lavoriamo, impariamo e creiamo. Potrebbe portare a scoperte e innovazioni che oggi possiamo solo immaginare, ma è anche importante considerare le implicazioni etiche e sociali di queste tecnologie avanzate.

Si dice che l’intelligenza artificiale toglierà lavoro alle persone. Io su questa cosa non sono molto d’accordo. Tu cosa ne pensi al riguardo?

Risposta. La questione dell’intelligenza artificiale e dell’occupazione è complessa. Infatti, può automatizzare compiti ripetitivi e aumentarne l’efficienza, il che potrebbe ridurre la necessità di lavoro umano in certi settori. Tuttavia, vediamo il lato positivo della faccenda: può anche liberare le persone da lavori monotoni, permettendo loro di concentrarsi su attività più creative e gratificanti.
E se è vero che l’AI può sostituire alcuni lavori, è anche vero che ne creerà di nuovi, com’è accaduto per ogni nuova tecnologia.

Le scuole si lamentano che i ragazzi per fare i compiti usasno l’intelligenza artificiale. Non sarebbe arrivato il momento di ammodernare il sistema scolastico? Tu come vedi la questione?

Risposta. Penso che l’AI può essere un’opportunità per rinnovare e migliorare l’istruzione, personalizzando l’apprendimento e rendendolo più inclusivo. Può aiutare, inoltre, a identificare le carenze degli studenti e suggerire strategie didattiche personalizzate, oltre a fornire strumenti di supporto per studenti con bisogni educativi speciali.

Invece di pensare come fare per tenere fuori l’Ai dalle scuole, penso che sia giunto il momento di considerare come l’IA possa essere integrata in modo costruttivo nel curriculum scolastico, formando gli studenti non solo sull’uso responsabile di queste tecnologie, ma anche sullo sviluppo di competenze che non possono essere replicate da una macchina, come la creatività, l’empatia e il pensiero critico.

Ci vuole coraggio per fare certe scelte…se si vuole scuotere il degrado in cui scuole e università versano allo stato attuale. Chi ha parlato di esamificio e di luoghi di parcheggio?

L’intervista di oggi finisce qua. Grazie di cuore, Luigi, per il tuo prezioso contributo. Ci ritroveremo presto nel nostro salotto qui sul blog per affrontare un altro argomento. E invito i lettori che, se avete domande, curiosità o argomenti che vorreste vedere trattati nelle prossime interviste, non esitate a farmelo sapere scrivendo a info@marketingdicarta.it

Risposta. Grazie mille per avermi ospitato sul tuo blog, è stato un piacere condividere le mie conoscenze con te e i tuoi lettori. Sono ansioso di tornare nel tuo salotto per discutere altri interessanti argomenti di marketing e copywriting e strumenti tecnologici. Sarò lieto di rispondere a eventuali domande o curiosità che i lettori potrebbero avere. Non vedo l’ora di ricevere i loro contributi e di continuare questa interessante conversazione. A presto!

Per una chiacchierata con me, clicca qui.


Scopri di più da Marketing di Carta

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

Lascia un commento