Ho imparato nei miei 51 anni di età che la prima sfida è accettare la sconfitta senza lasciarsi sopraffare dalla delusione o dalla rabbia.
Riconoscere i propri errori è fondamentale, ma non devono impedirci di rimetterci in piedi e di ricominciare a lottare per i nostri obiettivi.
Spesso, se ci hai fatto caso, quando le cose vanno male, tanta gente viene a “commiserarci”: “poverino, non dovevi osare tanto… poi hai visto che succede… dai, dai, vedrai che ritornando a fare quello che facevi prima, le cose andranno meglio…“
Ecco, questo pietismo rimandalo subito al mittente. Proviene da gente che ti vorrebbe mediocre come loro.
Accetta solo le esortazioni di chi ti vorrebbe subito in piedi!
La compassione spicciola, invece, non farebbe altro che immobilizzarti e ti impedirebbe di reagire con la grinta e la determinazione necessarie per superare le avversità.
Le cadute e le sconfitte fanno parte della vita.
Non devono essere viste come segni di fallimento, ma come simboli di coraggio e di vita vissuta.
Le cicatrici raccontano la tua storia. Non dovrebbero essere motivo di vergogna, ma, piuttosto, sono la testimonianza della vita ricca e intensa che hai condotto.
Una volta accettata la sconfitta e imparato dai propri errori, è il momento di tornare a sognare e di agire.
Il potere di cambiare le cose e di realizzare ciò che desideri risiede solo ed esclusivamente nelle nelle tue mani.
Uno dei più grandi filosofi mai esistiti, Friedrich Nietzsche, soleva dire:
“Chi un giorno vuole imparare a volare, deve prima di tutto imparare ad alzarsi e andare e camminare e arrampicarsi e danzare: volare non si impara volando.“
Alla prossima!
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