Il Pensionato di Guccini

Ogni volta che ascolto” “Il pensionato” di Guccini, mio emoziono. Per una volta voglio trascrivere e condividere con voi il mio stato d’animo che la canzone mi provoca.

Via Paolo Fabbri 43, un giorno qualunque. Il sole invernale filtra stanco attraverso le persiane, illuminando la stanza spoglia del signore della porta accanto.

Un ticchettio insistente rompe il silenzio: è la sveglia che suona e che annuncia l’inizio di un nuovo giorno, uguale ai precedenti.

Si veste lentamente, con gesti ormai meccanici, e si prepara la sua frugale colazione.

Mentre sorseggia il suo caffè, legge il giornale. Le notizie del mondo scorrono davanti ai suoi occhi, ma la sua mente è altrove.

Lo incontro spesso, al mattino e alla sera.

Lo osservo mentre compie i suoi gesti quotidiani, con una lentezza pacata che sembra voler catturare ogni istante.

C’è qualcosa di malinconico nel suo sguardo, un velo di nostalgia che copre gli occhi stanchi.

Le sue parole dipingono un affresco di tempi andati, di vite semplici e autentiche. Lo ascolto in silenzio, affascinato.

Immagino i volti che ha incontrato, le gioie e i dolori che ha vissuto. Mi chiedo se sia stato felice, se abbia mai conosciuto l’amore, se si senta appagato dalla sua vita semplice e solitaria.

Un dubbio mi assale: forse sono io quello che non capisce, quello che corre troppo veloce senza assaporare la bellezza dei piccoli gesti quotidiani.

Un giorno, tutto questo avrà fine. Il vicino #lascerà questo mondo, portando con sé i suoi ricordi e le sue storie.

Lo ricorderò a malapena, come un’impressione fugace nella mia mente, #colma di impegni e preoccupazioni.


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Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

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