
Il 2008 ha segnato per me un confine netto, un prima e un dopo nella mia vita, come se fosse l’anno zero.
In quell’anno, mi sono trovato di fronte a un incrocio cruciale della mia esistenza, costretto a prendere decisioni che mi hanno scosso profondamente, precipitandomi in una crisi esistenziale profonda.
Fino a quel momento, la mia vita era un treno lanciato a piena velocità, con giornate che parevano infinite.
La mia vita era un vortice di attività: studiavo legge, frequentavo un corso avanzato di teologia morale, contribuivo a progetti open source e molto altro.
Ma poi è sopraggiunto il 2008, e tutto si è trasformato radicalmente.
Ho abbandonato gli studi in legge, ho lasciato il corso di teologia morale e ho messo fine a una relazione di 13 anni.
Qualcosa dentro di me non funzionava, nonostante fossi sempre in movimento.
Mi sono ritrovato in un vuoto assoluto, privo di qualsiasi prospettiva futura.
Per fortuna, ho potuto contare sull’aiuto inestimabile di un’amica che, con pazienza e determinazione, mi ha spinto a guardarmi dentro.
Mi ha presentato la realtà senza veli, anche se accettarla è stato doloroso.
È stato il momento in cui mi sono guardato allo specchio e ho realizzato che la vita si svolge nell’arena, non tra le pagine dei libri o nei progetti impeccabili.
Ho compreso che la ricerca della perfezione è un’illusione e che il mio essere iperattivo era solo un modo per sfuggire alla realtà.
Ho deciso di smettere di essere un eterno studente e di tuffarmi con coraggio nell’arena della vita.
Ho rimboccato le maniche e mi sono sporcati le mani.
Stare nell’arena significa rinunciare al lusso di essere sempre attivi o di inseguire la perfezione.
Significa piuttosto mettere in campo le proprie abilità e trovare le strategie giuste per continuare senza mai arrendersi.
Vi racconto questa storia per condividere due principi fondamentali che ho maturato sulla mia pelle:
- La perfezione è un miraggio, non ha posto nella realtà.
- Non temete di affrontare la verità, anche quando è dolorosa.
Per esempio, un mio caro cliente mi chiese una volta una consulenza di marketing. Dopo un’attenta analisi, gli suggerii di chiudere la sua attività, non vedendo alcuna via di salvezza. La notizia lo colpì duramente.
Tuttavia, in seguito, trovò un lavoro che lo soddisfa tuttora profondamente.
Ancora oggi mi scrive per ringraziarmi.
Alla prossima! 🙂
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