Avete visto il film “50 km all’ora” di Fabio De Luigi?
La trama ruota attorno a due fratelli che non si vedono da trent’anni e si ritrovano al funerale del padre. Per esaudire il suo ultimo desiderio, quello di portare le sue ceneri accanto a quelle della moglie, i due intraprendono un viaggio attraverso l’Emilia-Romagna sui motorini della loro adolescenza.
Durante questo percorso, tra conflitti mai sopiti e riconciliazioni, i due, ormai perfetti estranei, riscoprono la possibilità di riallacciare i rapporti.
Il film mi ha sorpreso. Ero stanco e avevo voglia di vedere la classica commedia leggera. Invece, mi sono ritrovato a fare con loro un viaggio emozionale, rievocando un’epoca ormai perduta.
Vedere il buon vecchio Ciao e l’indimenticabile Califfone Malaguti in azione non è cosa da poco.
La colonna sonora, intrisa di hit degli anni ’80, le partite di ping-pong improvvisate, i rave party surreali, gli zaini Invicta e gli spezzoni di filmati su videocassette rovinate dal tempo completano il quadro.
“A 50 km all’ora” è un tuffo nel passato, ma senza evocare alcuna malinconia, e un inno alla lentezza. Il film trasmette un messaggio chiaro: niente è perduto, tutto può risorgere a nuova vita e non è mai troppo tardi per ritrovare la strada di casa.
È un’opera che parla di umanità: sgangherata, storta, sconnessa e ammaccata, ma pur sempre umanità.
Fabio De Luigi, in veste di regista, è riuscito nell’impresa di farmi ridere e commuovere allo stesso tempo, toccando corde profonde del mio animo con una delicatezza disarmante.
Mi sono ritrovato con una voglia irrefrenabile di rispolverare vecchi album musicali e di concedermi una gita fuori porta tra le colline della mia Calabria, magari in sella a un vecchio motorino stile anni ’80.
Alla prossima! 🙂
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