Husserl, come può  esserti utile in una consulenza di marketing.

Edmund Husserl è stato un filosofo tedesco, considerato il fondatore della fenomenologia.

La fenomenologia è un metodo per studiare l’esperienza così come la viviamo, mettendo da parte preconcetti e idee preesistenti, partendo dalla nostra coscienza.

Immagina di osservare un oggetto, ad esempio, una sedia.

Husserl non ti chiede di descrivere la sedia come è “realmente” nel mondo, ma di concentrarti su come la percepisci tu: i colori, la forma, come appare nella tua mente.

Quindi, non ti chiede “cos’è questa sedia?”, ma “come questa sedia appare a te?“.

L’interesse è comprendere l’esperienza soggettiva e diretta che hai della sedia, senza filtrarla attraverso concetti predefiniti o giudizi esterni.

In altri termini, a Husserl non interessa la sedia come oggetto fisico “in sé”, ma come la percepisce la tua coscienza.

Un concetto chiave della sua fenomenologia è quello di “epoché“, o sospensione del giudizio. Significa che mettiamo tra parentesi tutto ciò che sappiamo o crediamo sul mondo (compreso il fatto che la sedia esista davvero) e ci concentriamo solo sull’esperienza pura di percepirla.

Come possiamo applicare la fenomenologia di Husserl in una consulenza di marketing per analizzare una situazione aziendale, priva di preconcetti, concentrandoci sull’esperienza diretta del cliente?

Ecco come puoi farlo:

  1. Quando il cliente ti espone la sua situazione aziendale, cerca di mettere da parte qualsiasi idea preconcetta o giudizio che potresti avere. Sospendi ogni presunzione e focalizzati solo su ciò che sta percependo e vivendo nella sua azienda. Esempio: il cliente potrebbe dirti che la sua strategia di marketing sta fallendo. Invece di partire subito con una tua interpretazione del perché (ad esempio, “forse la tua strategia sui social non funziona perché non investi abbastanza”), cerca di capire cosa significa “fallimento” per lui. Quali sono i segnali, le esperienze o i dati che lo portano a questa conclusione?
  2. Se il cliente dice che il mercato non risponde alle sue iniziative pubblicitarie, cerca di comprendere come vive questa mancanza di risposta. Che tipo di reazioni si aspettava?
  3. Se un cliente lamenta scarsi risultati da una campagna, chiedigli di descrivere come ha vissuto l’intera esperienza, dalla pianificazione alla messa in atto, fino alla ricezione dei risultati. Questo può aiutarti a capire se ci sono criticità nascoste, come una scarsa comprensione del target o errori di comunicazione interni.
  4. Ogni critica o problema che emerge dall’analisi della situazione aziendale deve essere valutato non solo per ciò che è oggettivamente, ma anche per come il cliente lo percepisce. Questo ti permette di evidenziare le criticità che non sono immediatamente visibili nei numeri, ma che influenzano profondamente le decisioni aziendali. Ad esempio, se il cliente percepisce i suoi competitor come insormontabili, questa percezione potrebbe influenzare le sue scelte di marketing, anche se ciò che percepisce non corrisponde al vero. La tua analisi deve tenere conto non solo dei dati di mercato, ma anche di come il cliente vive e interpreta la concorrenza.

Questo approccio ti permetterà di andare oltre l’analisi tradizionale e di evidenziare criticità legate alla percezione e alla coscienza del cliente, che possono influenzare il successo delle sue strategie.

Alla prossima!


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Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

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