Creo contenuto da oltre vent’anni. Ho iniziato con un blog in cui semplificavo il mondo dell’informatica per chi vi si avvicinava per la prima volta.
Poi, passo dopo passo, ho costruito qualcosa di più grande: ho lanciato un sistema operativo a livello globale, e mi sono focalizzato quasi esclusivamente su Lubit Linux.
Successivamente, ho aperto un nuovo blog, dedicato ai linguaggi di programmazione come C, C++, Lua, Python, Bash e AWK. Ancora oggi, nei momenti di pausa, continuo a condividere ciò che ho appreso.
Da diversi anni mi occupo principalmente di brand positioning e copywriting, mantenendo sempre lo stesso approccio: parlare in modo semplice e accessibile a tutti.
Ma oggi voglio affrontare un tema che spesso spaventa chi vuole iniziare a creare contenuti: la paura di dire cose ovvie.
La paura di non avere nulla di nuovo da offrire.
E, forse ancora peggio, il timore che qualcuno possa sminuire ciò che dici, facendoti sentire incompetente.
Niente è ovvio. Niente è scontato.
Quello che ti sembra banale lo è solo perché tu lo conosci già. Ma per chi ti ascolta per la prima volta, ciò che condividi può essere estremamente prezioso.
Esiste però un rischio che dobbiamo considerare.
Nei nostri piccoli mondi – soprattutto sui social – tendiamo spesso a complicare le cose.
Superiamo quella che io chiamo la linea della sofisticazione e iniziamo a usare un linguaggio che capiamo solo noi, rischiando così di escludere proprio chi potrebbe trarre il massimo beneficio da ciò che diciamo.
Ecco perché è fondamentale ricordarsi una cosa: quando parli del tuo lavoro, ti rivolgi a persone che forse non conoscono ciò che tu hai già imparato.
Non esistono concetti ovvi per tutti.
Se vuoi davvero raggiungere le persone che hanno bisogno di te, devi riuscire a comunicare in modo semplice, senza temere di sembrare troppo banale.

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