Dietro ogni azienda c’è (e ci deve essere) un cuore che batte, incessante.
Un cuore che pompa energia in ogni progetto e in ogni promessa che fai al tuo cliente.
E no, quel cuore ha poco di romantico, perché è fatto di ingranaggi, procedure, decisioni e azioni. È fatto di processi, il luogo in cui si decidono il successo o il fallimento della tua impresa.
Hai appena lanciato una campagna di marketing brillante e su cui hai investito bei soldini. Le persone vogliono quello che offri. E tu giustamente sei entusiasta.
Ma presto arriva il momento della verità: devi consegnare il prodotto, erogare il servizio, devi prestare assistenza, devi mantenere la tua promessa.
E lì, proprio lì, capisci se i tuoi processi funzionano o se stai correndo verso il disastro.
Un processo è un filo sottile che tiene insieme ogni reparto, ogni mansione, ogni aspettativa. Se il filo si spezza – ed è sorprendente quanto sia facile che accada – tutto si srotola.
Ritardi, errori, clienti incavolati…
Ogni promessa non mantenuta diventa un incubo che non ti lascerà dormire.
Le PMI spesso pensano che la gestione dei processi sia roba da grandi aziende, con i loro manager in giacca e cravatta e le loro infinite riunioni.
Ma non è così.
Il BPM (Business Process Management) è una questione di sopravvivenza.
È l’arte di trasformare il caos in controllo, di assicurarti che ogni tassello del tuo puzzle aziendale sia al suo posto quando serve.
Se pensi che sia un’esagerazione, guarda meglio. Ogni volta che un cliente si lamenta perché un prodotto è arrivato in ritardo, ogni volta che il tuo team perde ore dietro un’inefficienza evitabile, ogni volta che un’opportunità sfuma perché non eri pronto… lì ci sono processi che non funzionano.
Il BPM è come un romanzo ben scritto. Ogni scena (ogni processo) deve avere un senso, un obiettivo, un ritmo. Ogni personaggio (ogni reparto) deve sapere cosa fare, quando farlo e perché. Se una parte del racconto non funziona, il lettore – il cliente – lo sente subito. E smette di credere in te.
E senza fiducia non c’è marketing che tenga.
Ma c’è un lato positivo in questa storia. La gestione dei processi non è una montagna impossibile da scalare. È un lavoro quotidiano ed artigianale, fatto di osservazione, aggiustamenti, miglioramenti costanti.
Non serve essere perfetti, serve essere consapevoli.
Mappa i tuoi processi, individua gli ostacoli, semplifica dove possibile. Ogni volta che aggiusti un pezzo, fai contemporaneamente due cose: migliori l’efficienza della tua azienda e costruisci la tua reputazione.
La tua proposta di valore non è fatta di parole. È fatta di azioni. E quelle azioni vivono o muoiono grazie ai tuoi processi.
Puoi promettere mari e monti, ma senza un motore ben oliato che fa funzionare tutto, le promesse restano vuote. E i clienti non dimenticano.
Marketing di Carta
Scopri di più da Marketing di Carta
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

