Perché leggiamo: il potere trasformativo della lettura

C’è un gesto antichissimo, quasi un rituale, che compiamo in solitudine e che pure ci connette all’umanità intera, facendoci viaggiare attraverso i secoli e le latitudini.

Sto parlando del leggere.

Ma perché leggiamo?

Forse, all’inizio, è pura evasione. Una fuga da una realtà a volte troppo stretta, troppo rumorosa o semplicemente troppo noiosa.

Un biglietto di sola andata per galassie lontane, per epoche dimenticate, per le stanze segrete di cuori sconosciuti. Ci nascondiamo tra le pagine e, per un po’, siamo altrove.

Ma l’evasione è solo la porta d’ingresso.

Presto, la lettura si rivela nutrimento. Cerchiamo risposte, spiegazioni, fatti. Vogliamo capire il perché delle cose, il come funzionano le idee, il dipanarsi della storia umana. I libri diventano maestri pazienti, dispensatori di conoscenza che si offrono senza giudizio, pronti a ripetere la lezione quante volte vogliamo.

E poi c’è il conforto. Scoprire che le nostre paure più inconfessate, le nostre gioie più effimere, i nostri dolori più sordi sono già stati vissuti, pensati e, incredibilmente, scritti da qualcun altro, magari secoli fa o dall’altra parte del mondo, ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, una vasta, silenziosa comunità di anime erranti.

Il vero miracolo della lettura, poi, è il suo potere di trasformarci.

Ogni storia che assorbiamo, ogni idea che incontriamo, non rimangono confinate nelle pagine, ma si insinuano dentro di noi, modificando impercettibilmente il nostro modo di pensare, di sentire, di vedere il mondo.

Leggere le vite degli altri ci insegna l’empatia, allena la nostra capacità di metterci nei panni altrui, di comprendere motivazioni e sentimenti diversi dai nostri. Ci rende meno rigidi, più tolleranti, più sfumati nella nostra comprensione della complessa trama umana.

Leggere di storia, di scienza, di filosofia allarga i confini della nostra mente, ci fornisce strumenti per interpretare la realtà, per non accettare passivamente ciò che ci viene detto, per porci domande.

Ecco perché torniamo sempre a loro, a questi compagni silenziosi.

Perché nei libri troviamo pezzi di noi stessi e fili che ci legano all’infinita, meravigliosa, complicata avventura dell’essere vivi.

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Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

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