L’illusione di aspettare il momento giusto

Quante volte ci siamo detti “quando avrò voglia, mi ci metto”? Aspettiamo l’ispirazione, quel momento magico in cui tutto sembrerà più semplice per lanciare un progetto che rimandiamo da settimane.

Ma ecco il colpo di scena: la neuroscienza ci racconta una storia diversa. La motivazione non arriva prima dell’azione, arriva dopo!

Il nostro cervello è un risparmiatore nato. L’amigdala, quella parte antica che ci ha tenuti in vita per millenni, vede lo sforzo come un potenziale pericolo e ci sussurra che “Domani è meglio, dai“. Ma se continuiamo ad aspettare di sentirci pronti, stiamo solo dando retta a un meccanismo di difesa innamorato dello status quo.

La vera magia accade quando decidiamo di partire nonostante tutto.

In quel preciso istante la corteccia prefrontale sale in cattedra e prende le redini. E appena otteniamo anche il più piccolo risultato, il cervello ci premia con una bella dose di dopamina.

Non è il traguardo finale che conta, ma quella scintilla chimica che ci dice “ehi, funziona!” e ci spinge a fare il passo successivo.

E questo cosa c’entra con il marketing?

Nel mio lavoro vedo continuamente idee brillanti che invecchiano nei cassetti, in attesa della “strategia perfetta”. Ma il marketing funziona esattamente come il nostro cervello, ha bisogno di movimento.

Una campagna che parte raccoglie dati, genera feedback e innesca quella reazione a catena che porta ai risultati.

Non siamo batterie che devono caricarsi al 100% prima di accendersi. Quello che serve è un po’ di disciplina, cioè la capacità di superare quei primi minuti di attrito, sapendo che dopo il nostro cervello ci darà una mano.

Quindi, se ti manca la spinta, smetti di cercarla. Fai il primo passo e basta.

Dopotutto, l’appetito vien mangiando, no?

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Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

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