Schopenhauer e perché i tuoi post non vendono


Hai presente quando sei convinto che per far decollare la tua attività serva “più visibilità”?

Ecco, Arthur Schopenhauer, un tipo che non era proprio l’anima della festa, ma la sapeva lunga, direbbe che sei vittima del “velo di Maya”.

Cos’è ‘sto velo di Maya?

È come un filtro che ti fa vedere una realtà distorta.

In altri termini, Il velo di Maya rappresenta l’illusione che avvolge il mondo, rendendolo simile a un sogno, un riflesso del sole sulla sabbia o una corda scambiata per un serpente.😅

Nel business, il velo di Maya è pensare che il problema siano i pochi like, il sito vecchio o l’algoritmo cattivo.

Ma per il nostro filosofo la verità sta sotto il velo.

Schopenhauer diceva che dietro le apparenze c’è la Volontà: una spinta profonda, un desiderio che non si ferma mai. Nel marketing, questa “spinta” è ciò che muove i tuoi clienti.

Vuoi squarciare il velo? Allora devi capire due cose semplici.

1. Cosa fa soffrire il tuo cliente? (noi lo chiamiamo “punto di dolore”). Se non sai cosa gli toglie il sonno, gli venderai solo fumo.

2. La molla che lo fa scattare: immagina il tuo cliente fermo a un punto A (dove sta male) che vuole arrivare a un punto B (dove sta bene). Quella tensione, quel “non ce la faccio più, devo risolvere”, è la molla che lo spinge a comprarti. Se nel tuo copy non crei questa tensione, lui resterà lì a guardarti senza muovere un dito.

Il trucco di Arthur (e mio):

smetti di lucidare la superficie (il velo). Inizia a parlare alla pancia delle persone. Non dirgli quanto sei bravo, mostragli che hai capito il loro problema e che hai la chiave per risolverlo.

Meno tecnicismi, meno “siamo leader di settore”, e più empatia.

Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

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