Un giorno di giugno, mentre la band è in studio a registrare Shine On You Crazy Diamond, la grande e struggente canzone incentrata proprio sulla parabola maledetta di Barrett, si presenta un individuo stravagante, con una busta della spesa in mano, obeso, calvo, privo persino delle sopracciglia.
Destino, karma, telepatia? Ci mettono un bel po’ a capire chi fosse. “Ma questo è Syd!”: l’agnizione spetta a David Gilmour.
Come hai fatto a prendere così tanto peso, gli chiesero. Barrett rispose semplicemente che aveva a casa un grosso frigorifero pieno di carne di maiale e che mangiava molte costolette.
Barrett ascolta il brano a lui dedicato e, nel mentre, si trastulla con uno spazzolino da denti. Sarebbe stato disposto a dare il suo contributo, ma ne rimase deluso. “E’ un po’ datato“, disse.
Tutt’a un tratto sparisce con la stessa carica di mistero con cui era riapparso. I “Nuovi Floyd” scoppiano a piangere. È l’ultima volta che lo vedono: non si cercheranno mai più. Addio diamante pazzo, con quegli occhi come buchi neri nel cielo. “Ho qualcosa che non va nella testa. E, comunque, non sono nulla di ciò che pensate io sia”
Genio e somma sregolatezza, un talento immane bruciato nel volgere di appena tre o quattro primavere: il 7 luglio di quattordici anni fa ci lasciava Roger Keith Barrett, detto Syd.
Era nato a Cambridge il 6 gennaio del 1946; e sempre lì morì, dopo un’eclissi durata oltre trent’anni. Il tempo di fondare una delle rockband più influenti di sempre, i Pink Floyd, dal nome dei suoi amati bluesmen Pink Anderson e Floyd Council, e di imprimere il suo segno creativo e svagato nell’inconscio collettivo di più generazioni di musicisti.

Bello ma voglio fare l’avvocato difensore della controparte. Anche se chiedo subito la comprensione della Corte, sono niubbo e vado a memoria come se non ci fosse la Wiki.
Ricordo perfettamente (atz! anzi no la mia memoria non è più quella di una volta), i Pink Floyd erano tutti come Syd, cioè no ma su quella lunghezza d’onda (credo si dica così). Erano diversi, producevano cose che solo loro. E a volte solo per loro e gente di fuori dal mainstream (cfr Rolling Stones). Anzi avevano un giro tutto loro, almeno per me che ero giovane e perso nelle savane della Padania (anche se allora non si chiamava ancora così), venivano da una scuola importante, c’era Hipgnosis, arrivò anche Antonioni con Zabriskie Point –ok, questo l’ho googlato, sai la memoria… ahemmm, dicevo… ah sì
Se è vero quel che si dice i loro concerti non sempre andavano come programmati, e poi, oltre che il suono, anche i loro testi erano diversi, la Luna dev’essere rossa, non con una faccia oscura (che a dirla tutta non c’è) (ok, anche il rosso non è suo, certo.)
Mi sono perso di nuovo, questa volta definitivamente, meglio che smetto.
Ma prima una cosa diversa dei PF, diversa dal loro essere diversi: https://youtu.be/FPMXt9Me_Fo (se non si vede andate su YouTube e cercate per “Pink Floyd the bike”).
Ok, mi sono sfogato, prometto che in futuro mi comporterò meglio, anzi non lo faccio più.
"Mi piace"Piace a 1 persona