Offerte di front-end e di back-end spiegate a dei bambini di quinta elementare

Qualche giorno fa ho spiegato a un gruppo di bambini di quinta elementare la differenza tra un’offerta di front-end e un’offerta di back-end.

Gli ho detto:

“Immaginate di voler imparare a suonare la chitarra.

Trovate un corso online che vi offre le prime tre lezioni gratis. Vi insegnano a impugnare la chitarra, suonare i primi accordi e magari a strimpellare una canzone semplice.

Non avete ancora pagato nulla, ma avete già avuto un assaggio del corso.”

Poi ho spiegato:

Questa è un’offerta di front-end. L’insegnante di chitarra vi regala le prime lezioni sapendo che, se vi piacciono e volete imparare di più, sarà più facile che decidiate di acquistare il corso completo.

Quando poi pagate per accedere a tutte le lezioni, quella è l’offerta di back-end. È lì che l’insegnante guadagna.

Ho fatto un altro esempio: Spotify.

All’inizio potete ascoltare musica gratis con qualche pubblicità tra una canzone e l’altra. È il loro modo di farvi provare il servizio.

Se poi vi accorgete che la musica vi accompagna ogni giorno e che le pubblicità vi danno fastidio, potreste scegliere di passare a Spotify Premium.

Gli ho chiesto: “Vi suona familiare?”

Hanno annuito.

Poi ho concluso:

Funziona come un’amicizia. Non diventate migliori amici con qualcuno dal primo giorno. Prima passate del tempo insieme, vi conoscete, vedete se vi trovate bene. Solo dopo nasce un vero legame.

Il marketing fatto bene è così: nessun trucco, nessun inganno, solo il modo giusto per farvi scoprire qualcosa che potrebbe piacervi davvero.

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Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

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