Le parole che fanno comprare

Hai mai riletto il testo del tuo sito e avuto la sensazione che parlasse di qualcun altro? Preciso, ordinato, magari scritto da qualcuno di bravo. Eppure freddo. Lontano. Come se la tua storia fosse rimasta fuori dalla porta.

Quel disagio ha un nome. Copy sbagliato.

Nel mio nuovo libro A te serve un copywriter? ti accompagno dentro la psicologia di chi compra. Niente formule magiche né trucchi da imparare a memoria. Ti mostro come il cervello del tuo cliente decide cosa leggere e cosa ignorare, e come puoi scrivere messaggi che passano quel filtro senza essere respinti.

Ogni giorno imprenditori e liberi professionisti perdono clienti per un motivo che nessuno gli ha mai detto. Descrivono prodotti e servizi mentre il cliente sta cercando qualcuno che lo capisca prima ancora di vendergli qualcosa.

C’è una distanza tra chi lui è oggi e chi vuole diventare. Quella distanza è il tuo mercato. Conquistarlo significa imparare a intercettarla con precisione, prima della concorrenza, usando le stesse parole che il cliente usa quando si lamenta da solo.

Ma come si fa, in pratica?

Prendiamo un ristorante. La maggior parte dei titolari scrive così sul proprio menu o sui social: “Cucina tradizionale calabrese con ingredienti freschi e di qualità.” Una frase onesta. Vera, probabilmente. Inutile, quasi certamente. Perché il cliente non la sente sua. Scivola via come acqua sul vetro.

Adesso prova a leggere questa versione: “Ogni domenica qui si mangia come si mangiava a casa di tua nonna, quando il sugo covava sul fuoco dalle otto del mattino e nessuno aveva fretta di alzarsi da tavola.

Stessa cucina. Parole diverse. Risultato opposto.

La seconda frase funziona perché intercetta un ricordo, una mancanza. Parla alla parte del cervello che decide prima ancora che la mente razionale abbia finito di ragionare. Evoca una scena che il cliente riconosce come sua. Lo porta dentro di sè.

Oppure considera questa situazione. Un ristorante che vuole comunicare la freschezza del pesce scrive: “Pesce fresco ogni giorno, selezionato direttamente dal mercato ittico.” Corretto. Prevedibile. Già letto mille volte.

La versione che lavora davvero potrebbe essere: “Alle sei di mattina il titolare è già al porto. Quello che trovi nel piatto la sera, tre ore prima era ancora in mare.” Due semplici frasi. Eppure in esse il cliente vede la scena, ci crede, sente che vale il prezzo.

Questo è il principio che attraversa ogni pagina del libro. Le parole che fanno comprare sono quelle che restituiscono al cliente un’immagine di sé che lui riconosce, un momento che ha già vissuto, una tensione che porta dentro da tempo senza saperla dire. Quando il tuo testo riesce a fare questo, diventi punto di riferimento.

Se vuoi imparare a scrivere in modo che il cliente si riconosca nelle prime frasi, questo libro è il posto giusto da cui partire.

A te serve un copywriter? è disponibile su Amazon.

Nuovo libro

A te serve un copywriter?

Il tuo copy sta lavorando per la concorrenza. Questo libro ti insegna a ribaltare la situazione, parola dopo parola.

Acquista su Amazon

Luigi Iannoccaro

Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

Lascia un commento