Lubit Linux riparte dopo dieci anni. E diventa il mio laboratorio di marketing

Come si ricostruisce un progetto, come si definisce il suo posizionamento e si coinvolgono le persone prima ancora del lancio? Ho deciso di svelarlo sul campo, ripartendo da Lubit Linux.

Dieci anni sono tanti.

In dieci anni cambiano le tecnologie, le abitudini delle persone e il modo in cui comunichiamo. Alcuni progetti crescono, altri si fermano, altri ancora restano in un angolo, in attesa di una nuova occasione.

Per me, uno di questi progetti si chiama Lubit Linux.

Anni fa avevo creato una distribuzione Linux che ha superato il milione di download e ha raggiunto anche le scuole. Poi, per problemi familiari, ho dovuto interrompere quel percorso.

Il progetto si è fermato, vero, ma è rimasto come sfondo al mio lavoro. .

Adesso ho deciso di riprenderlo in mano.

L’obiettivo è sviluppare una nuova versione di Lubit, con basi tecniche rinnovate e l’ide di offrire una seconda possibilità ai computer che molte persone considerano ormai troppo lenti o superati.

Ho iniziato a lavorarci e voglio raccontare questo percorso mentre prende forma.

Ma c’è un altro motivo per cui ho scelto di condividere il progetto.

Quando il marketing diventa un progetto da realizzare

Da oltre vent’anni lavoro come copywriter e consulente di marketing strategico. Aiuto le aziende a definire il proprio posizionamento, comunicare il valore delle proprie offerte e costruire relazioni durature con i clienti.

Nel mio lavoro studio i mercati, analizzo i bisogni delle persone, cerco elementi distintivi e sviluppo strategie per trasformare un prodotto o un servizio in una proposta comprensibile e interessante per il pubblico a cui si rivolge.

Sono attività che richiedono analisi, metodo, capacità di prendere decisioni.

Con Lubit voglio rendere evidenti sul campo i miei metodi professionali.

Verificherò le mie ipotesi, osserverò le reazioni delle persone e cercherò le strategie che possono aiutare un prodotto a trovare il proprio pubblico.

Quando lavori sui progetti dei clienti hai obiettivi, vincoli e responsabilità precise. Quando costruisci qualcosa di tuo, puoi sbizzarrirti e sperimentare in prima persona, ma anche assumendoti le conseguenze delle tue scelte.

È una prospettiva che mi interessa molto.

Prima il prodotto, poi la comunicazione

Il primo lavoro riguarda lo sviluppo del nuovo sistema operativo.

Sto definendo l’identità visiva del desktop, la palette cromatica, i temi delle finestre, le icone, il menu e il pannello. Voglio un ambiente riconoscibile, con una grafica curata e un consumo contenuto di risorse.

L’estetica, però, deve rispettare l’obiettivo principale del progetto.

Se voglio dare nuova vita ai computer meno recenti, devo valutare ogni componente anche in base alla memoria e alle risorse che richiede. Le trasparenze e le sfocature possono migliorare l’aspetto del desktop, ma devono poter essere disattivate sui dispositivi meno potenti.

Lo stesso criterio vale per le applicazioni e i servizi che faranno parte del sistema.

Ogni elemento deve avere una funzione e un costo in termini di risorse. Se una soluzione più semplice consente di ottenere lo stesso risultato, vale la pena prenderla in considerazione.

Queste decisioni riguardano lo sviluppo, ma hanno conseguenze anche sul marketing.

Il prodotto determina ciò che possiamo promettere, il pubblico a cui possiamo rivolgerci e i problemi che possiamo risolvere. La comunicazione deve partire da qui.

Non avrebbe senso costruire una campagna convincente attorno a prestazioni o funzionalità che non abbiamo ancora verificato.

Per questo voglio documentare il lavoro, compresi i test e le decisioni che potrebbero cambiare strada.

Il posizionamento: quale problema voglio risolvere?

Un computer lento può avere diverse cause. In alcuni casi è sufficiente sostituire un disco meccanico con un SSD o aumentare la memoria. In altri, il sistema operativo e le applicazioni risultano troppo pesanti per l’hardware disponibile.

Lubit vuole intervenire su una parte di questo problema, offrendo un sistema operativo leggero da provare su macchine che non riescono più a garantire un’esperienza soddisfacente con le soluzioni abituali.

Per farlo, dovrò capire quali computer possono trarre beneficio dalla nuova distribuzione, quali limiti hardware incontreremo e quali attività gli utenti vogliono svolgere.

Queste informazioni saranno importanti per definire il posizionamento.

Dovrò rispondere a domande del tipo, chi può trarre il maggior beneficio da Lubit? Quali problemi possiamo risolvere? In che cosa vogliamo distinguerci dalle altre distribuzioni leggere? Quali motivi possono convincere una persona a provarla?

Costruire una community prima del lancio

Un progetto open source ha una caratteristica interessante: le persone possono contribuire in modi diversi, anche senza partecipare direttamente allo sviluppo del codice.

C’è chi può provare il sistema su un vecchio portatile, chi può segnalare un problema, chi può suggerire una soluzione e chi può semplicemente condividere la propria esperienza.

Vorrei coinvolgere queste persone fin dalle prime fasi.

Per questo ho iniziato a raccontare il ritorno di Lubit sui social. Voglio mostrare il lavoro in corso, spiegare le scelte e raccogliere informazioni sui computer che le persone vorrebbero recuperare.

Per trasformare l’interesse iniziale in partecipazione serviranno tempo, ascolto e occasioni concrete per contribuire. Dovrò capire che cosa interessa alle persone, quali difficoltà incontrano e quali strumenti possono aiutarle a partecipare al progetto.

Anche questo sarà un terreno di sperimentazione.

Comunicare un prodotto che ancora non esiste

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la comunicazione durante lo sviluppo.

Come si racconta un prodotto che non è ancora pronto? Come si suscita interesse senza creare aspettative eccessive? Come si coinvolgono le persone quando non possono ancora scaricare e utilizzare la versione definitiva?

La prima risposta che voglio mettere alla prova è la trasparenza.

Mostrerò le decisioni prese, le prove tecniche, i problemi incontrati e le soluzioni individuate. Quando presenterò una nuova funzionalità, cercherò di distinguere ciò che è già disponibile da ciò che rappresenta ancora un’ipotesi.

Anche l’immagine del desktop che accompagna questo articolo segue lo stesso criterio: è un concept della possibile direzione grafica di Lubit, non una schermata di un sistema già funzionante.

Voglio che chi segue il progetto possa capire a che punto siamo e come cambiano le cose nel tempo.

Dal punto di vista del marketing, questo percorso mi permetterà di osservare quali contenuti attirano interesse, quali domande emergono e quali aspetti del progetto meritano maggiore attenzione.

Non parto con la pretesa di conoscere già tutte le risposte. Parto con alcune ipotesi e la volontà di verificarle.

Un progetto tecnico, una sfida di marketing

La nuova Lubit mi offre l’occasione di lavorare su diversi aspetti del marketing strategico: posizionamento, proposta di valore, comunicazione, acquisizione dei primi utilizzatori e costruzione di relazioni nel tempo.

Voglio capire come questi elementi possano sostenere un progetto open source e come il coinvolgimento delle persone possa contribuire alla sua crescita.

Racconterò il percorso qui su Marketing di Carta, alternando aggiornamenti sullo sviluppo e riflessioni sulle decisioni di marketing.

Condividerò i risultati quando saranno disponibili, senza nascondere gli esperimenti che non avranno prodotto ciò che mi aspettavo.

Dopo dieci anni, Lubit Linux riparte.

Io torno a lavorare su un progetto che conosco, ma che dovrò ricostruire su basi nuove. E lo farò con lo stesso approccio che porto nel lavoro con i clienti: capire il problema, definire una direzione, prendere decisioni e verificare i risultati.

Pubblicato da Luigi Iannoccaro

Copywriter, consulente di marketing strategico, titolare dell'azienda Media Branding, appassionato di lettura e di open source.

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